Tecniche di medicina estetica non invasiva per il ringiovanimento cutaneo

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Sono diverse le tecniche attualmente disponibili in medicina estetica per il ringiovanimento cutaneo. Dalla radiofrequenza agli ultrasuoni microfocalizzati, trattamenti non invasivi che permettono di ottenere una pelle più tonica e un risultato naturale e armonioso.

La medicina estetica ha compiuto negli ultimi anni rilevanti progressi in ambito tecnologico, con lo scopo di mettere a punto protocolli di trattamento sempre meno invasivi, in sostituzione dell’intervento di chirurgia plastica, quando possibile si ricorre a tecniche quali laser, radiofrequenza, ultrasuoni o filler per ottenere comunque risultati apprezzabili e ottimali. Fermo restando che in alcuni casi la chirurgia plastica rimane l’unica opzione possibile, in tutti gli altri casi si cerca di applicare protocolli di medicina estetica meno invasivi.

I vantaggi delle tecniche meno invasive rispetto alla chirurgia plastica sono molteplici. In primis, si eliminano tutti quei rischi che sono legati per natura a qualsiasi intervento chirurgico: non sono necessari, infatti, ricovero, anestesia e convalescenza. I trattamenti di medicina estetica, siano essi non invasivi o minimamente invasivi (es. filler), vengono eseguiti quasi sempre in regime ambulatoriale e al termine della seduta il paziente può tornare immediatamente alla vita sociale.

Per alcuni livelli di aging, l’intervento “gold standard” in chirurgia plastica per il ringiovanimento cutaneo è il lifting, che prevede l’effettuazione di piccole incisioni che permettono di tendere la pelle, soprattutto nelle indicazioni di alcuni tipi di cedimenti dei tessuti dovuti all’invecchiamento, per renderla più liscia, omogenea e compatta. Il risultato – in termini di ringiovanimento – ha una buona durata nel tempo, ma il “ritocchino” può essere evidente.

Ma come possiamo prevenire tali livelli di aging e ritardare così l’approccio chirurgico? Esistono molteplici trattamenti di medicina estetica meno invasivi che hanno l’obiettivo di preservare la pelle  nel tempo, agendo quando si manifestano i primi segni dell’invecchiamento cutaneo, per supportare i processi naturali implicati nel mantenimento della compattezza e dell’elasticità , che con il tempo subiscono un fisiologico rallentamento.

I protocolli di trattamento di medicina estetica messi a punto per il ringiovanimento cutaneo sono diversi e si basano su diverse tecniche, ognuna delle quali sfrutta un principio di natura fisica o chimica per stimolare e promuovere i processi di biorivitalizzazione

Una molecola che ha un ruolo chiave nel processo di invecchiamento cutaneo è senza dubbio il collagene. Proteina fibrosa prodotta dai fibroblasti presenti nel derma (tessuto connettivo dell’epidermide), il collagene forma insieme all’elastina una rete solida e stabile a sostegno dell’epidermide, conferendo al tessuto cutaneo compattezza ed elasticità. Insieme al collagene e l’elastina, anche l’acido ialuronico ha un ruolo importante nel mantenimento di volume e morbidezza della pelle. Esso è infatti un disaccaride che, legando alla sua struttura moltissime molecole di acqua, forma una sostanza di consistenza gelatinosa che riempie la sorta di “impalcatura” formata da collagene ed elastina.

La quasi totalità dei trattamenti di medicina estetica funziona proprio andando a stimolare la produzione di collagene da parte del derma. Con il passare del tempo, infatti, l’organismo ne rallenta progressivamente la produzione, portando come conseguenza ad una perdita di elasticità e compattezza cutanea che inevitabilmente causano la comparsa dei segni dell’invecchiamento.

Invecchiamento cutaneo: cause e caratteristiche

I primi segni dell’invecchiamento cutaneo sono costituiti dalle rughe di espressione, ossia quelle rughe che si formano a causa del movimento dei muscoli mimici del volto. Le rughe frontali, le naso-labiali, le “zampe di gallina”, sono tutte quelle rughette che compaiono quando ridiamo, ci concentriamo o corrughiamo l’espressione. Quando la pelle è giovane, una volta che i muscoli mimici si distendono, ad esempio dopo un sorriso, le rughe scompaiono, ma man mano che il tessuto cutaneo invecchia, si perde progressivamente quell’elasticità che fa ridistendere completamente il volto e le rughe pian piano si fissano.

Le rughe di espressione compaiono sul volto anche intorno ai 30 anni, quindi in età relativamente giovane. Quando ci si avvicina invece ai 40, la pelle cambia ancora: l’epidermide si assottiglia, e la perdita di elasticità cutanea inizia a manifestarsi sotto forma di lassità e cedimento verso il basso, il che accentua ancora di più le rughe. Man mano che si va avanti con l’età, è bene curare sempre di più la pelle, perché rughe e cedimento cutaneo continueranno ad accentuarsi.

Alla base del processo di invecchiamento cutaneo c’è la progressiva deplezione delle riserve di collagene presenti nel derma. A partire già dai 25 anni di età infatti, l’organismo inizia a diminuire la produzione di questa proteina, che insieme ad elastina ed acido ialuronico è responsabile del mantenimento dell’elasticità e della compattezza cutanea, nonché dei volumi e linee del volto.

Ringiovanimento cutaneo: le tecniche di medicina estetica non invasive o minimamente invasive

I trattamenti di medicina estetica che hanno come obiettivo il ringiovanimento cutaneo si basano quasi tutti sulla stimolazione della fisiologica produzione di collagene da parte dell’organismo. L’obiettivo è quello di ottenere un ringiovanimento naturale, attraverso l’utilizzo di prodotti biocompatibili e riassorbibili, in modo tale da mantenere l’armonia del volto nel suo complesso.

Tra le varie tecniche utilizzate troviamo le iniettive (filler) e quelle basate su laser, radiofrequenza e ultrasuoni microfocalizzati. I filler svolgono tendenzialmente un’azione riempitiva, ma ve ne sono alcuni di ultima generazione, quali ad esempio l’idrossiapatite di calcio, che fungono come una sorta di impalcatura per stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene. 

Tutte le altre tecniche sopracitate sfruttano invece il principio fisico del calore. Impostando sui macchinari frequenze diverse, si riesce ad arrivare a profondità e intensità differenti, tali da permettere di impostare un protocollo personalizzato sul paziente in base al tessuto cutaneo di partenza ed ai risultati che si desiderano ottenere.

I trattamenti laser possono essere non o mini invasivi. Nel primo caso si agisce con il manipolo sulla superficie dell’epidermide, così come avviene in genere con la radiofrequenza, ma si può andare ad agire anche a livello sottocutaneo attraverso delle sottilissime fibre ottiche che agiscono specificatamente nei punti e profondità di interesse. 

Gli ultrasuoni microfocalizzati lavorano con principio simile a quello della radiofrequenza. Anche in questo caso, si sfrutta l’azione del calore per stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene e ottenere un effetto di “skin-tightening”, o lifting non chirurgico. Il calore, in questo caso agisce più in profondità, crea un effetto di “retrazione” che favorisce il risollevamento e ricompattamento del tessuto cutaneo, dando al volto un aspetto naturalmente più fresco e più giovane, che migliora nel tempo e fino a due anni.

Il mondo degli ultrasuoni in medicina estetica è vasto e variegato, ma possiamo distinguere in particolare due tipologie di tecniche: ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU) o ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati. Entrambi sono metodi classificati dall’FDA come “lifting non chirurgico” e infatti sono utilizzati per ottenere un ringiovanimento cutaneo attraverso una distensione delle rughe presenti e un risollevamento della pelle, in modo tale da ripristinare la compattezza e i volumi. Il principio fisico è sempre quello del calore, che lavorando a frequenze e profondità diverse permette di ottenere i risultati desiderati.

Ultherapy®: ultrasuoni microfocalizzati sotto guida ecografica

La guida ecografica fornisce un vantaggio ulteriore non trascurabile ai trattamenti non invasivi a base di ultrasuoni. Essa permette infatti al medico estetico di vedere in tempo reale dove e come agisce, in modo tale da ottimizzare e personalizzare il protocollo il più possibile sulle necessità anatomiche del paziente.

Ultherapy® è l’unico trattamento ad ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati che sia stato certificato e approvato dall’FDA, il rigido ente di controllo statunitense. Diversamente dagli HIFU, la guida ecografica e la tecnologia brevettata di Ultherapy® garantiscono una sicurezza ed un confort peculiari rispetto agli altri trattamenti che utilizzano gli ultrasuoni.

Ultherapy® impiega la tecnologia DeepSee, che permette allo specialista di trattare con la massima precisione solo le aree d’interesse, massimizzando l’efficacia ed evitando qualunque danno o effetto indesiderato. Gli ultrasuoni agiscono in profondità nel derma, dove stimolano la produzione di nuove fibre collagene e la rigenerazione intensa della pelle. La pelle ritrova una nuova compattezza ed elasticità, con un effetto lifting naturale che dura e migliora nel tempo, quando l’organismo avrà rigenerato nuove fibre collagene.

Il trattamento Ultherapy® viene eseguito solo in centri medici certificati.