ultrasuoni microfocalizzati per il ringiovanimento dello sguardo

Ringiovanire lo sguardo con il lifting non chirurgico

Quando il tessuto cutaneo invecchia sono diversi i cambiamenti che caratterizzano l’aspetto del viso. Tra i primi segni a comparire ci sono le rughe: d’espressione, gravitazionali o attiniche. Le prime sono determinate dalla contrazione dei muscoli mimici del volto, le seconde più da un cedimento tissutale, mentre le ultime, chiamate anche rughe da tramatura cutanea, sono invece più strettamente legate all’invecchiamento determinato dall’esposizione ai raggi UV, processo chiamato anche foto aging.

Un altro segno caratteristico dell’invecchiamento cutaneo è l’aumento della lassità del tessuto, che tende a cedere e a scivolare verso il basso. Questo determina un cambiamento nei volumi e nell’ovale del volto: per effetto della forza di gravità, gli zigomi “cadono” verso il basso, si perde la definizione della linea del mento e si può formare il cosiddetto “doppio mento”, caratterizzato anche da un eccesso di tessuto adiposo sottocutaneo.

Questo succede anche a livello della zona oculare determinando una “chiusura” dello sguardo, a causa di una sorta di “ripiegamento” verso il basso delle palpebra superiore, inestetismo che prende il nome di blefarocalasi. Il problema che coinvolge lo sguardo parte, a volte non direttamente dalla palpebra ma dalla fronte, dove la pelle si rilassa, perde elasticità e cede verso il basso causando lo scivolamento a sua volta del sopracciglio, inestetismo noto come ptosi del sopracciglio. A questo punto la blefarocalasi superiore, ossia il ripiegamento della palpebra, tende ad accentuarsi di più determinando una sorta di chiusura dello sguardo, che appare inevitabilmente più invecchiato e stanco.

Le attuali tecniche di medicina estetica permettono di correggere questo difetto andando a “riaprire” e ringiovanire lo sguardo, con protocolli non invasivi di lifting non chirurgico, come gli ultrasuoni microfocalizzati. Attraverso questo trattamento, la riapertura dello sguardo si ottiene andando a ricompattare il tessuto cutaneo nell’area del sopracciglio, che si conseguenza si risolleva e insieme ad esso anche la zona della palpebra, donando allo sguardo un aspetto più giovane, fresco e luminoso.

Blefarocalasi e invecchiamento dello sguardo: quali sono le cause

Le cause della blefarocalasi sono legate inevitabilmente all’invecchiamento cutaneo, in particolare ai cambiamenti che avvengono nell’organismo parallelamente all’aumento dell’età anagrafica.

La pelle è formata da tre strati: epidermide, derma e tessuto sottocutaneo. L’epidermide è la parte più esterna e ha una funzione protettiva e di regolazione della temperatura corporea. Più internamente c’è il derma, un tessuto di tipo connettivo che svolge per l’epidermide funzioni di sostegno e riempimento. Il sostegno viene garantito da una solida rete formata da due proteine, il collagene e l’elastina. Il riempimento è dato invece da una matrice gelatinosa costituita da acido ialuronico legato a molecole di acqua. La particolare composizione del derma dona alla pelle elasticità, idratazione e compattezza. Il tessuto sottocutaneo è invece costituito da tessuto muscolare (muscoli facciali) e da tessuto adiposo (pannicolo grasso sottocutaneo).

Con l’invecchiamento tutti questi strati vanno incontro a modificazioni. L’epidermide tende ad assottigliarsi e a disidratarsi, perché riesce meno a trattenere acqua al suo interno. Nel derma diminuiscono le concentrazioni di collagene, elastina e acido ialuronico, perché l’organismo ne rallenta fisiologicamente la produzione con l’avanzare dell’età. Questo porta l’epidermide a perdere la sua compattezza e la sua elasticità, e di conseguenza il tessuto cede e scivola verso il basso. 

Come sottolinea la Dott.ssa Michela Galimberti: “Nella zona degli occhi l’invecchiamento si presenta a grandi linee con due patterns specifici. Il primo è caratterizzato principalmente dall’invecchiamento cutaneo e quindi con la lassità. La pelle della palpebra perde di elasticità e tende a posarsi sul bordo delle ciglia. Il sopracciglio può scivolare verso il basso e peggiorare il cedimento, questo è il quadro della blefarocalasi e quando cede anche il sopracciglio si ha una blefarocalasi con ptosi del sopracciglio.” 

In alcuni casi questo problema può anche causare una riduzione del campo visivo, quindi diventare un difetto non più solo estetico ma anche funzionale. In queste situazioni diventa più difficile effettuare la correzione con tecniche mini invasive o non invasive, ma può invece rendersi necessario un intervento di blefaroplastica, con il quale si va a rimuovere chirurgicamente l’eccesso di tessuto a livello delle palpebre ed a risollevare la cute.

Il secondo quadro di invecchiamento della zona oculare è caratterizzata dalla perdita principalmente del grasso per cui gli occhi tendono a infossarsi nell’orbita.

In tutti i casi di cedimento non particolarmente gravi è possibile invece correggere il difetto con trattamenti non invasivi o mini invasivi di medicina estetica, che agiscono andando a risollevare il tessuto nell’area sopraccigliare e a ricompattare la cute, “riaprendo” lo sguardo.

Lifting non chirurgico del sopracciglio: la tecnica degli ultrasuoni microfocalizzati del  protocollo Ultherapy®

Il protocollo Ultherapy® utilizza la tecnica degli ultrasuoni microfocalizzati per un lifting non chirurgico, dando risultati ottimali anche nella zona sopraccigliare, tanto da aver ottenuto l’approvazione dall’FDA come primo e unico lifting non chirurgico del sopracciglio.

Gli ultrasuoni microfocalizzati determinano un riscaldamento in profondità del tessuto cutaneo, ad una profondità specifica e tale da innescare un processo di neocollagenesi, ossia la produzione di nuovo collagene. Le nuove fibre collagene andranno efficacemente a sostituire le vecchie, determinando così una rigenerazione in profondità della pelle ed un effetto lifting naturale e duraturo.

“Andando a  migliorare in termini di tonicità e compattezza del tessuto cutaneo della fronte, si ottiene a livello del sopracciglio un sollevamento dello stesso, con trazione anche sulla palpebra  con conseguente riapertura dello sguardo, che appare più ampio, fresco e luminoso”, sottolinea la Dott.ssa Galimberti.

L’unicità del protocollo Ultherapy® sta soprattutto nella guida ecografica. Il trattamento prevede infatti il passaggio del trasduttore ad ultrasuoni a livello dell’area  interessata seguendo determinate linee e grazie ad una visualizzazione ecografica brevettata, gli ultrasuoni sono direzionati con precisione alle  profondità necessarie per ottenere il risultato, senza interessare la superficie della pelle né le aree circostanti. Efficacia e sicurezza del protocollo sono documentate da studi clinici e pubblicazioni scientifiche riconosciute sia dall’FDA che dalla Comunità Europea.

Ultherapy® viene eseguito solo da Centri Medici Certificati.