Rigenerazione profonda della pelle con gli ultrasuoni microfocalizzati

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Gli ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati rigenerano la pelle in profondità favorendo il ringiovanimento cutaneo.

Gli ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati rappresentano una delle tecniche più innovative in medicina estetica per la rigenerazione profonda del tessuto cutaneo. Gli ultrasuoni microfocalizzati garantiscono ottimi risultati in termini sia di ringiovanimento della pelle, sia in termini di miglioramento della qualità della pelle stessa.

Ma cosa si intende quando si parla di rigenerazione profonda? Dove agisce il trattamento? Per capirlo meglio, dobbiamo entrare più nel dettaglio nella descrizione della struttura del tessuto cutaneo. 
La pelle è formata da tre strati

1 – Epidermide
2 – Derma
3 – Ipoderma o tessuto sottocutaneo.

L’epidermide è lo strato più esterno: è lì che vediamo tutte le imperfezioni della pelle e, nel tempo, i segni dell’invecchiamento cutaneo. Le funzioni principali dell’epidermide sono la protezione degli strati sottostanti della pelle e il mantenimento dell’idratazione superficiale, in modo tale da permetterci di avere sempre una pelle liscia e morbida. Questo è possibile soprattutto grazie alla presenza del cosiddetto film idrolipidico superficiale: uno strato formato da grasso e acqua, che ricopre l’epidermide come una vera e propria pellicola protettiva. La componente lipidica ha un’azione isolante, mentre la componente idrofila (il NMF, Natural Moisturizing Factor ossia Fattore Naturale di Idratazione) trattiene acqua in superficie. 

Nella stagione invernale, più che nelle altre, capiamo bene l’importanza del film idrolipidico superficiale: spesso infatti, la nostra pelle (ce ne accorgiamo in particolare sul dorso delle mani) è più secca e ruvida al tatto. Quando applichiamo la crema, sembra che questa non basti mai, perché sentiamo ancora la pelle “che tira”. Non a caso, il freddo e gli sbalzi di temperatura sono tra le cause principali della perdita di continuità del film idrolipidico superficiale: se danneggiato, esso è ovviamente meno efficiente ed il risultato è proprio una pelle più secca e disidratata.

Il derma è lo strato intermedio, ed è quello che ha un ruolo più “chiave” nel processo di invecchiamento cutaneo. Al suo interno troviamo una rete formata da collagene ed elastina, che funge come un vero e proprio scheletro di sostegno per l’epidermide: grazie al collagene e all’elastina, la pelle si mantiene compatta ed elastica. Con il passare del tempo il nostro corpo produce sempre meno collagene, e questo porta nel tempo ad una perdita di compattezza ed elasticità cutanea, con la conseguente formazione di rughe d’espressione, rughe gravitazionali e lassità cutanea.

Il tessuto sottocutaneo è lo strato più profondo, formato dal tessuto muscolare ancorato alle ossa e dal pannicolo adiposo. È uno strato di supporto, con funzioni protettive e ammortizzanti nei confronti degli stress esterni di natura meccanica.

Con il passare degli anni la pelle perde qualità, tono, compattezza ed elasticità. Sappiamo tutti che è importante prestare sempre di più cure e attenzioni, attraverso una corretta alimentazione, uno stile di vita sano e una skin care quotidiana profonda.
In medicina estetica sono stati messi a punto dei trattamenti non invasivi con un effetto biostimolante, i quali vanno ad agire sul collagene, la molecola chiave della bellezza naturale della pelle, per una rigenerazione profonda e un effetto miglioramento della qualità della cute molto naturale e armonioso.

Migliorare la qualità della pelle attraverso trattamenti di biostimolazione

I trattamenti di biostimolazione migliorano la qualità della pelle attivando determinati processi che avvengono all’interno del nostro corpo, ma che risultano rallentati a causa dell’età: uno di questi (o meglio, quello principale!) riguarda proprio la sintesi del collagene.
Il collagene è la proteina più abbondante presente nel corpo umano, ed è localizzata principalmente nei tessuti connettivi. Parlando più specificamente della pelle, vediamo che il collagene viene prodotto da cellule specializzate del derma chiamate fibroblasti

Nel derma il collagene forma una rete solida e stabile con l’elastina, fornendo all’epidermide una sorta di “scheletro” di sostegno. La rete di collagene ed elastina contribuisce a mantenere caratteristiche quali elasticità e compattezza dell’epidermide. Una pelle più elastica e compatta è anche meno soggetta a manifestare segni dell’invecchiamento come rughe e lassità cutanee. Quando abbiamo riserve sufficienti di collagene quindi, la qualità della nostra pelle è indubbiamente buona.

Quello che accade con il tempo però, è che i fibroblasti iniziano a rallentare la produzione di collagene. Questo fa sì che si arrivi ad un punto nel quale non si hanno nuove molecole a sufficienza per rimpiazzare le vecchie, le quali perdono efficienze e vengono di conseguenza degradate da parte dell’organismo. L’epidermide perde compattezza ed elasticità, e si manifestano quindi rughe e lassità cutanea. Prima le rughe di espressione, poi la pelle perde tono e tende a cadere verso il basso a causa della forza di gravità, formando quei solchi conosciuti come rughe gravitazionali. 

Quando invece le riserve di collagene sono sufficienti la qualità della pelle è nettamente migliore: sana, tonica, compatta e luminosa. Teniamo presente che i segni che noi vediamo intorno ai 35-40 anni di età sono il risultato di un processo iniziato intorno ai 25 anni, momento nel quale inizia lentamente a rallentare la produzione di collagene da parte dei fibroblasti.  

I trattamenti di biostimolazione vanno quindi letteralmente a stimolare quei processi biologici (in questo caso la sintesi di nuovo collagene) che risultano rallentati con l’età. Questo permette di ottenere una rigenerazione cutanea profonda, che si traduce in un miglioramento naturale dell’aspetto della pelle.

Gli ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati per la rigenerazione cutanea profonda

La maggior parte dei pazienti in età matura, cioè oltre i 40 anni, che si presenta nello studio del medico estetico lamenta un eccessiva ptosi del volto e lassità cutanea che definisce solitamente come “questa discesa della pelle che mi fa sembrare vecchia…”. Ciò che maggiormente disturba i pazienti con il procedere dell’invecchiamento è la ptosi del terzo medio e inferiore del viso, e del collo, che in passato era rimediabile soltanto ricorrendo al lifting chirurgico.

Con il progresso della scienza medica e delle tecnologia biomediche da diversi anni le procedure chirurgiche sul volto sono in costante declino, mentre le procedure non invasive affidate ai cosiddetti EBD (Energy Based Devices) associate ai filler sono in esponenziale aumento. È bene sottolineare che solo e soltanto l’associazione di più metodiche consente di raggiungere il target del ringiovanimento globale del volto, e in primis è fondamentale ripristinare i volumi perduti (sia per il rimodellamento/riassorbimento osseo che per la riduzione di spessore del tessuto adiposo) e stimolare la rigenerazione del pool di collagene ed elastina. Pertanto oltre i filler a base di acido ialuronico e calcioidrossiapatite, è importante avvalersi di metodologie che stimolino i fibroblasti a riprendere la produzione di collagene, che si assopisce o comunque riduce già a partire dai 30 anni di età.  Gli ultrasuoni microfocalizzati costituiscono un presidio importante e quasi fondamentale per ottenere il massimo possibile senza fare ricorso al bisturi. Grazie alla loro modularità e possibilità di lavorare su piani diversi, dalla fascia sovramuscolare fino al derma superficiale, consentono di migliorare considerevolmente il tono e l’elasticità cutanea ridefinendo profilo e contorno di viso, e collo, con un’unica seduta che non necessità di anestesia né di riposo o accortezze particolari dopo il trattamento.