Gino Luca Pagni

Ultrasuoni microfocalizzati vs. Filler per la stimolazione del collagene

Dott. GINO LUCA PAGNI, Dermatologo

La pelle è un organo complesso: oltre ad essere quello che occupa la superficie maggiore all’interno del corpo umano, negli anni cambia a causa di fattori biologici ed ambientali, essendo costantemente esposta, in particolare per quel che riguarda viso, collo, decolté e dorso delle mani.

Il tessuto cutaneo è formato da 3 strati, che sono nell’ordine (a partire dall’esterno):

  1. Epidermide
  2. Derma
  3. Ipoderma o tessuto connettivo sottocutaneo.

L’epidermide è lo strato più esterno, sulla cui superfice si manifestano tutti quei segni che caratterizzano l’invecchiamento cutaneo: rughe, lassità cutanea, pori dilatati, disidratazione. Coperta da uno strato di sebo e acqua, noto come film idrolipidico superficiale, è proprio il danneggiamento dello stesso (provocato prevalentemente da fattori stressogeni atmosferici) che porta, ad esempio, ad un aumento della secchezza della pelle.

Il derma è lo strato connettivo dell’epidermide, per la quale svolge un’importante funzione di sostegno grazie ad una rete solida e stabile, una sorta di “impalcatura” formata da due proteine fibrose, il collagene e l’elastina, prodotte proprio nel derma da cellule chiamate fibroblasti.

L’ipoderma è il tessuto più profondo e più vicino al tessuto osseo. È formato da muscoli e grasso, il cosiddetto pannicolo adiposo sottocutaneo, il quale ha una funzione importante nel mantenimento della temperatura corporea e nell’ammortizzare gli stress di natura meccanica.

Con il tempo (ma già a partire dai 25 anni di età) i fibroblasti del derma rallentano la produzione di collagene. Questo porta, negli anni, ad una progressiva diminuzione delle riserve fino ad arrivare ad un momento nel quale le molecole neo formate non sono più sufficienti a sostituire quelle più vecchie, le quali vengono degradate. La diminuzione di collagene porta anche alla comparsa di alcuni dei principali segni dell’invecchiamento quali rughe di espressione e lassità cutanea, nonché ad una diminuzione di quella che è nota come “skin quality”.

Cosa si intende per skin quality

Con il termine skin quality si intende letteralmente la qualità della pelle. Lo skin quality comprende tutto, è l’espressione della bellezza naturale della pelle a 360°, considerando tutti quegli aspetti che caratterizzano il tessuto cutaneo.

Possiamo parlare in primis di texture o “grana” della pelle. Un tessuto cutaneo in buona salute e ben curato si presenta liscio e compatto, mentre al contrario la presenza di pori dilatati e punti neri è indice di trascuratezza nello skin care quotidiano, oltre che di un’alimentazione ed uno stile di vita poco sani. Una pelle sana appare fresca e luminosa, compatta ed elastica. 

L’elasticità è una delle caratteristiche più determinanti per la qualità della pelle, perché permette al tessuto di sopportare gli stress di natura meccanica adattandosi, per poi tornare alla conformazione iniziale. Per capire meglio facciamo l’esempio delle rughe di espressione. Quando i muscoli mimici del volto di contraggono si formano le rughe che caratterizzano l’espressione accigliata o pensierosa o sorridente, nel momento in cui però il muscolo si distende le rughe scompaiono e il viso torna liscio. Questo accade proprio grazie all’elasticità del tessuto, che è un grado di contrarsi ma poi di distendersi completamente. Con il tempo invece le rughe tendono a fissarsi, proprio perché la pelle perde elasticità e non riesce più a tornare completamente distesa.  

Altre due caratteristiche di un tessuto cutaneo sano sono la compattezza e l’idratazione. Una perfetta skin quality dona al viso un aspetto decisamente più giovane, perché la tonicità della pelle fa sì che si mantengano ad esempio gli zigomi alti e la linea mandibolare definita. La pelle al tatto si sente morbida ma allo stesso tempo compatta ed elastica.

Con il tempo purtroppo la pelle tende a perdere queste caratteristiche, in particolare se si presta poca attenzione allo skin care quotidiano ed al proprio stile di vita.

I trattamenti non invasivi di medicina estetica che promuovono la skin quality

La medicina estetica ha messo a punto trattamenti innovati per promuovere la skin quality. Non invasivi o mini invasivi, sono tutti protocolli di trattamento che possono essere eseguiti in ambulatorio e che quindi non richiedono né ricovero e né anestesia. Terminata la seduta, si può tornare immediatamente alla vita sociale.

Il principio sul quale si basano è quello della biostimolazione: essi agiscono stimolando i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene. Così facendo, si ottiene una rivitalizzazione del tessuto cutaneo in profondità. Oltre a questo, i trattamenti sono studiati anche per avere un effetto immediato di skin tightening: attraverso l’azione del calore o della particolare formulazione del prodotto utilizzato con tecniche iniettive, si ha come risultato immediato un miglioramento della tonicità e della compattezza cutanea. I risultati migliorano poi con il tempo, mano a mano che l’organismo produce nuovo collagene.

Ultrasuoni microfocalizzati per la stimolazione del collagene

Gli ultrasuoni microfocalizzati sfruttano il principio del calore, il quale ha un duplice effetto. Da una parte stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene, dall’altra ha un effetto di retrazione sulle fibre collagene esistenti determinando uno skin tightening. Quello che si ottiene con un trattamento del genere è un vero e proprio effetto lifting, ma senza bisturi.

Ancora più innovativo è il trattamento che utilizza gli ultrasuoni microfocalizzati sotto guida ecografica. La sonda permette allo specialista di vedere in tempo reale dove sta operando, ottimizzando l’effetto nelle zone di interesse senza intaccare il tessuto circostante. Inoltre, sempre la sonda ecografica permette di agire in maniera precisa nelle diverse profondità del tessuto e così facendo si riesce a livello del derma a stimolare la produzione di collagene, e a un livello più superficiale ottenere uno skin tighteing.

Nella mia pratica clinica gli ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati rappresentano un trattamento d’elezione non solo per quelle pazienti che hanno bisogno di trattare una lassità cutanea evidente, ma anche per i giovani pazienti, a partire dai 30 anni che hanno intenzione di investire sulla qualità della pelle.

Notiamo infatti che abbiamo due gruppi di pazienti adatti al trattamento con ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati:

  1. Donne e uomini che presentano indicazioni di trattamento come contorni del volto poco definiti, collo lasso e palpebre poco toniche, sulle quali possiamo agire in modo efficace con questa metodica che permette di eseguire l’unico trattamento non invasivo per trattare la lassità cutanea e generare un effetto tightening.
  2. Donne e uomini che non presentano segni di invecchiamento e di lassità cutanea evidenti ma che vogliono prevenire l’invecchiamento. Ed è proprio questo approccio alla medicina rigenerativa non invasiva che ci permette di prevenire i segni del tempo, lasciando che i tessuti invecchino più lentamente. Dico sempre ai miei pazienti che non possiamo tornare indietro nel tempo, ma possiamo rallentare la comparsa di rughe e cedimenti dei tessuti che si manifestano fisiologicamente con il trascorrere degli anni. 

Il trattamento con ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati permette a noi specialisti di lavorare in sicurezza, ma soprattutto, grazie alla visualizzazione ecografica in tempo reale, possiamo individuare facilmente gli strati target che rispondono meglio alla produzione di collageneMaggiore produzione di collagene significa pelle più luminosa, più tonica e più elastica. Questo processo si innesca dal riscaldamento preciso (focalizzato, appunto) a determinate profondità. 

Molti pazienti mi chiedono “Dottore, quando inizio a vedere i risultati? Quanto durano gli effetti?Rispondo sempre che la risposta è soggettiva, non c’è un tempo prestabilito uguale per tutti. Ogni paziente è a sé. Sicuramente dopo i 2-3 mesi iniziamo a vedere i primi risultati. Per ciò che riguarda invece la durata dei risultati possiamo dire che, in molti pazienti, i risultati sono stabili fino a 2 anni. 

I dermal filler: come agiscono?

I dermal filler sono dei trattamenti di tipo iniettivo e quindi rientrano tra quelli mini invasivi. Gli aghi più moderni sono veramente sottilissimi, per cui il trattamento non è doloroso e si agisce per dare al paziente il massimo confort. Anche i dermal filler rientrano tra quei trattamenti eseguibili in ambulatorio e che permettono un ritorno immediato alla vita sociale.

I dermal filler sono formulati con sostanze che “riempiono” o meglio che aiutano a ripristinare volumi e idratazione profonda del tessuto cutaneo, oppure con molecole che, oltre all’effetto “filler”, stimolando la produzione di collagene a livello del derma.

Le molecole che si ritrovano più di frequente nella formulazione dei dermal filler sono ad esempio l’acido ialuronico, un disaccaride che ha la proprietà di legarsi a moltissime molecole di acqua, quindi a ripristinare i volumi cutanei e l’idratazione profonda. Una molecola altamente innovativa è invece l’idrossiapatite di calcio.

L’idrossiapatite di calcio, formulata sotto forma di microsfere, fornisce infatti uno stimolo meccanico ai fibroblasti per produrre nuovo collagene. Se formulata in un prodotto insieme ad altre molecole ad effetto “filler” più immediato, è in grado di garantire risultati ottimali in termini di miglioramento della skin quality: effetto ricompattante del tessuto immediato, miglioramento in termini di texture e struttura in generale nel corso delle settimane e dei mesi successivi.

Nei casi in cui c’è bisogno di tonificare i tessuti e idratare le rugosità della pelle, propongo un trattamento combinato Ultherapy® e filler a base di idrossiapatite di calcio, che è un ottimo stimolante della produzione di collagene. Questa “combo” è in grado di prolungare i risultati di Ultherapy® in quanto agisce come uno collagen booster